Il metodo grafologico professionale - Perizia in Grafologia

Vai ai contenuti

Menu principale:

Il metodo grafologico professionale

Contatti


Michele Lauriola

Vico del Gargano
(Foggia)
tel. e fax
0884.991075 - 328.6738377
lauriola@periziaingrafologia.it
                     
Simona Pastore

Giugliano in Campania (Napoli)
Roma
348/8711213
pastore@periziaingrafologia.it

 

I metodi adottati in campo peritale hanno subito significative evoluzioni e quella che un tempo veniva definita ‘perizia calligrafica’ oggi è denominata ‘perizia grafica su base grafologica’. Nella sostanza, il metodo si è sviluppato divenendo uno strumento più efficace per il perito, in quanto integra aspetti dinamici e aspetti formali del gesto scrittorio: non si osservano esclusivamente la forma della scrittura, l’aspetto estetico o le dimensioni ma si studiano le particolari modalità di conduzione dello scritto, il caratteristico movimento compiuto e quei segni peculiari e incontrollati altamente identificativi della mano scrivente. Questo perché ciò che è dettato da un gesto spontaneo o istintivo della mano lascerà tracce ben più significative di una singola forma letterale che, in quanto figura statica, risulterà più facilmente ripetibile anche da un imitatore.

La perizia deve svolgersi sul documento originale. Per questo motivo il metodo grafologico include, o presuppone, un altro tipo di analisi, tradizionalmente attribuito al metodo grafoscopico: l’indagine strumentale.
Il perito che intenda procedere scrupolosamente ad un’analisi grafologica non può esimersi da una preliminare indagine del materiale su cui lavora: supporto cartaceo, tipo di penna utilizzata, documento in originale o in fotocopia, manoscritto o stampato.
Tale tipo di indagine è necessaria in quanto, ad esempio, potrebbe verificarsi che lo scritto in esame risulti autografo ma non autentico: si pensi ad un manoscritto originale che viene fotocopiato e, attraverso l’uso fraudolento delle copie, manipolato nel suo contenuto originario o, si pensi, alle possibili contraffazioni che il documento digitale si presta a subire al computer. Ciò che viene fuori da un simile processo di manipolazione (falsificazione) è un prodotto altro e diverso dal documento originale e non è detto che sia immediatamente riconoscibile, essendo le moderne tecnologie in grado di comporre e generare prodotti grafici di elevata qualità, molto simili ai manoscritti originali.
In questi casi è vero che la firma o il testo esaminato possono farsi risalire in chiave grafologica all’autore attraverso la procedura di comparazione, ma si tratterebbe in ogni caso di un falso, ovvero di un testo autografo ma non autentico poiché tecnicamente manipolato.

Il perito deve conoscere il materiale su cui lavora prima di svolgere l’indagine grafologica; indagine che, nell’ipotesi in cui venisse accertata la non autenticità del testo, potrebbe persino risultare superflua e costituire un costo inutile per il cliente, oltre che ovviamente un danno. Qualora l’analisi grafologica venga condotta senza tener conto dell’indagine strumentale, il perito rischia infatti non solo di non dare un supporto tecnicamente utile ma anche di fuorviare il Giudice con indicazioni errate nei presupposti.
E’ dunque fondamentale che il perito si tenga costantemente aggiornato sulle tecnologie utilizzate dai falsari per poter efficacemente adoperare gli strumenti più idonei a svelare manipolazioni tecniche sui testi.



Torna ai contenuti | Torna al menu